10 Cose da sapere prima di uscire con una genovese.

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Uscire con una genovese DOC può rivelarsi più semplice di quanto tu creda. Con uno scalpello smonti la sua diffidenza e poi sarà tua

1. Le genovesi stanno sul chi va là. Sono diffidenti per natura, caute come un felino selvatico e guardinghe come una lepre. In un primo momento possiamo sembrare “rigide”. L’ho scritto, sì? Sì, sì, l’ho scritto. Lo siamo davvero e per questo svettiamo orgoglioNE prime in classifica nella graduatoria regionale Top 20 delle “Fighe di Legno”. Una categoria dunque prestigiosissima, che ci incorona reginette assolute dell’artigianato all’inglese tipico delle scarpe Oxford: i modelli stringati in pelle lucida punzellata a coda di rondine, definiti con ironia dai maschi post Master anche “Scarpe di Legno”. Un manufatto dunque prezioso e di valore, ricco di dettagli e da maneggiare con cura.

2. La cantilena “stonata” è il nostro marchio di fabbrica. Impara a seguirla oscillando sù e giù per le vocali, stando attento a non perdere il filo del discorso. Che poi son drammi.

3. Da brave Aristo-Gatte non ci perdiamo un dettaglio. Scegli un look sbagliato, troppo colorato, troppo eccentrico, troppo young e sei già sulla sufficienza scarsa. Ti prego di avere un occhio di riguardo per le scarpe, dicono già molto di te e noi siamo più che ferrate sull’argomento. Lo stile appariscente è quanto di più lontano possa riuscire a sopravvivere nella biosfera marinara ligure.

4. Sii caustico. Lo humour genovese al femminile è piuttosto secco e diretto, canzonatorio, velocissimo e cinico. Non eccedere con la melassa o all’umorismo da gag televisiva, o ci toccherà prendere subito un appuntamento dal dentista e darti nel frattempo da bere un po’ del nostro famoso yogurt acido. Ah, e non siamo per nulla figlie umoristiche di quel fagiolone rosso del Gabibbo, capito?

5. Il campanilismo vale per ogni regione d’Italia. Ma stai sicuro che almeno un 20-30% di noi sarà concorde con te nel riconoscere che il potenziale di una città marittima come Genova rimane ad oggi, su parecchi fronti, inespresso. Ma non prenderci gusto: la nostra città ci piace anche così, ruvida e delabrè, refrattaria ai cambiamenti rivoluzionari quanto basta per insegnarci ad apprezzare il fascino lento dello scorrere del tempo. Un tempo che consuma luoghi, oggetti e pensieri in una celebrazione silenziosa del ricordo. Che tradotto significa non poter rinunciare all’aperitivo al vecchio baretto sgarruppato dove arredi, lista dei cocktail e seggioline non cambiano da 30 anni; ad indossare, come un irrinunciabile evergreen, la maglia a girocollo blu oltremare della nonna di quando era ragazza. Oppure, nonostante abbiamo girato il mondo, ci ostiniamo a frequentare gli stabilimenti balneari di sempre, di cui si possono contare gli anni, come agli alberi del bosco, osservando il giallo delle foto delle mareggiate appese in reception. E potrei andare avanti all’infinito.

6. Siamo come motori alimentati a nafta, insomma, dei veri Diesel. Un motore che impiega molto a scaldarsi per poi performare nel tempo. Cerca di resistere alla cortina di ferro iniziale, noi vogliamo solo che tu capisca che siamo ragazze serie e che stiamo saggiamente valutando una possibile intesa. Passato il momento di legnosità, non sarai più in grado di riconoscere la ragazza al tuo fianco: il fuoco represso divamperà da ogni poro. Ed è proprio qui che ti conviene approfittarne: proponile progetti folli, esperienze insolite e curiose. Lei dirà sì, vi divertirete e poi…good luck.

7. Per un primo appuntamento ti conviene puntare alla sostanza… gastronomica. Se siete a Genova il suggerimento è di organizzare ovviamente un aperitivo sul mare a cui far seguire una cena in un ristorantino intimo di qualità. Tieni in serbo per il futuro le location troppo alla moda. Questa sera è per voi, lontano dai soliti giri e dalle facce troppo conosciute. Ricorda, la riservatezza prima di tutto.

8. Il menù nouvelle cousine sarà anche di gran tendenza, ma alla fine, alle ragazze genovesi, piace ritrovare le radici anche nel cibo. Dove c’è Pansoto al Sugo di Noci, c’è casa. E quando si parla di focaccia, la si puccia nel caffè. L’apoteosi sensoriale provocata dall’unione dolce/salato è un mistero della chimica universale a cui gli studiosi non sanno ancora dare spiegazioni plausibili. È un fatto divino e non si discute. Se fate l’alba stupiscila con la colazione dei genovesi: lei non potrà che sciogliersi davanti a un gesto simile.

9. Offrile la serata. Ci sarà tempo per smezzare cene, viaggi, hotel, pieni di benzina e spese del sabato al super. Genovesi uguale Avarizia è sì una mezza verità, a cui va aggiunta per dovere di cronaca anche una punta di Oculatezza e una spruzzata di Parsimonia. Il cliché di offrire una serata alla ragazza con cui si esce per la prima volta è più che assodato e forse anche obsoleto al giorno d’oggi, ma quando c’è di mezzo una genovese non si sa mai come fare. Per non tirare in ballo la storia dell’avarizia, con il rischio di metterla in imbarazzo in un senso e in un altro, tu scegli la strada della galanteria e farai la tua figurona.

10. La fede è una cosa seria. Certo, e parlo di quella calcistica. I miei amici lo sanno che sono un caso irrecuperabile: di calcio capisco poco e male e fatico ad appassionarmici. Per te resta fondamentale scoprire a quale delle due fedi calcistiche la tua preziosa e adorata amica sia devota. E sappi che la spaccatura tra le tifoserie è profonda. Ci sono le ragazze “bruciacchiate”, come disse una volta Crozza-Ferrero, nella parodia di Massimo Ferrero, l’attuale presidente della Sampdoria, e ci sono le genoane, cuore rosso/blu dall’antico battito visto che il Genoa Cricket and Football Club esiste dal 1893: 53 primavere in più dell’antagonista Samp. Rispetto alle posizioni in classifica, non farti mai trovare in defiance, specialmente nei momenti difficili, il supporto nello sport è tutto.