Ecco cos’è l’ansia, perchè è molto più di una semplice preoccupazione.

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© Jess Clements

L’ansia non fa dormire. Ti tiene sveglio tutta la notte. Ti fa girare e rigirare nel tuo letto. Il tuo cervello proprio non riesce a staccare la spina. L’ultimo pensiero prima di andare a dormire riflette i peggiori timori e incubi.

L’ansia è svegliarsi stanchi anche se la giornata è appena iniziata.

L’ansia è quando si prende sonno dopo ore.

L’ansia è quando diventa difficile persino rispondere a un messaggio.

L’ansia è preoccuparsi eccessivamente di qualcosa che magari non si verificherà mai.

L’ansia è un messaggio senza risposta che ti uccide dentro, anche se scrive: “sono occupato”, oppure “risponderò più tardi”.

L’ansia è quella voce che ti convince che gli altri ti stanno deliberatamente ignorando. E immaginare ogni scenario negativo come realtà.

L’ansia è un’attesa. Ci si sente come in una eterna attesa.

Queste sono le conclusioni che la propria mente trae in una forma di autodistruzione.

L’ansia si scusa anche quando la situazione non lo richiede.

L’ansia è insicurezza verso se stessi, mancanza di fiducia propria e negli altri

L’ansia è avere un eccessiva consapevolezza di tutto. Si interpreta persino una parola o un tono.

L’ansia è rovinare le relazioni ancor prima di iniziarle. Si salta subito alle conclusioni, finendo di rovinare tutto.

L’ansia è un costante stato di preoccupazione e di panico. Paure irrazionali. Pensare troppo, preoccuparsi troppo. Il problema di base è la cura.

L’ansia è avere il sudore tra le mani. Apparire calmi e a proprio agio, mentre dentro si muore.

L’ansia è l’arte dell’inganno verso quelli che non ti conoscono. L’ansia è rassicurare falsamente tutti dicendo: “non ti preoccupare”, “è tutto ok”. Mentre ti sostengono, la tua mente pensa sempre al peggio.

L’ansia è voler riparare qualcosa che non è rotto.

L’ansia è un flusso continuo di domande che ti fanno dubitare di te stesso.

L’ansia è:

“Ho chiuso la porta prima di partire?”

“Ho spento la stufa?”

L’ansia è tornare due volte a controllare la stessa cosa.

L’ansia è provare disagio ad una festa perché si pensa che tutti gli occhi saranno puntati su di te e che nessuno ti voglia lì, e svegliarsi al mattino dopo i postumi di una sbornia e avere rimpianti chiedendoti a chi hai fatto torto o a chi devi chiedere scusa.

L’ansia è pensare che la gente sia incontentabile.

L’ansia è una continua corsa contro il tempo perché l’idea di fare tardi ti stravolge.

L’ansia è la paura del fallimento e la ricerca della perfezione. Se tu “cadessi” o facessi errori, saresti capace di punire te stesso.

L’ansia è il bisogno costante di programmare tutto.

L’ansia è quella voce dentro di te che ti dice: “non ce la farai mai”.

A tutti i costi devi superare le aspettative della gente, anche se questo ti sfibrasse al limite.

L’ansia procastinare continuamente perché la paura di un eventuale fallimento ti paralizza.

L’ansia è sentirsi abbattuti nel segreto, quando nessuno può vederti. L’ansia è tentare, perché per te non c’è cosa peggiore che non superare gli altri o i propri “demoni”.

L’ansia è quella voce che ti dice: “è una vera stronzata”.

L’ansia è la necessità vitale di controllare le cose, perché nulla deve sfuggire al tuo controllo.

Ma la cosa che più provoca ansia è trovare la cura, il rimedio, la soluzione. Non sbagliare mai. La necessità di essere accettato. L’ansia è essere duri con se stessi.

Quando i tuoi amici cominciano a capire e vorrebbero aiutarti, ti accorgi che la battaglia è solo tua e la si deve combattere ogni giorno. Soprattutto, pensi di affrontarla da solo.