Chi è il tuo confidente quando sei single? Quella persona che ti accoglie con tutti i tuoi sorrisi (e drammi)

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Sembra che la cosa che ci manchi di più quando siamo single è avere qualcuno con cui condividere tutto e quindi a cui confidare tutto. Tu hai una persona con cui farlo quando sei single?

Ti è mai capitato di lasciare o essere lasciata e di sentire un gran vuoto soprattutto nel momento in cui hai bisogno di parlare e di confidarti, di condividere pensieri, pesi, gioie e dolori, perché l’unica persona con cui lo facevi davvero era il tuo partner?

Sembra che capiti a molti. Allora la domanda è: quando sei single hai qualcun altro che possa farti sentire “a casa”, “al sicuro”, quando hai bisogno di parlare? E se hai qualcuno, chi è?

1. La mamma. Che ovviamente è sempre la mamma. Se hai con lei un buon rapporto da sempre, è naturale che sia la tua prima confidente, quella a cui raccontare proprio tutto e lasciarti andare ad abbracci rigeneranti.

2. La nonna. Che per te è stata come e più di una mamma, forse. Con la sua saggezza, il suo spirito di donna d’altri tempi ma con gli attributi, con la sua forza e il suo volerti bene incondizionatamente. Non c’è dubbio, è da lei che vai quando vuoi farti lunghe chiacchierate davanti a qualche buon dolce fatto in casa. Lei per te c’è sempre.

3. Il papà. Perché ti dà quella visione più “scialla” delle cose, essendo un maschio, e perché in lui hai sempre trovato la protezione e la sicurezza che nessun altro ha mai saputo darti.

4. L’amica del cuore. Questa opzione mi pare ovvia, se l’amica in questione è davvero quella che condivide tutto con te (e non necessariamente da sempre, può essere anche una persona incontrata di recente, ma entrata prepotentemente in contatto con la tua anima). Sai che ti ascolta pazientemente, che ti consiglia, che ti aiuta, che ti striglia se è necessario e soprattutto che ti offre quel momento di patatine e nutella davanti a una serie tv demenziale, esattamente quando ti serve.

5. Il tuo migliore amico. Perché fa le stesse cose dell’amica del cuore, ma ci aggiunge il testosterone, quindi un po’ di sana protezione maschile, un punto di vista diverso e soprattutto la scrollatina di spalle che da sola non riesci a darti.

6. Un’intera squadra di rugby. Nel senso che sei una di quelle che non riesce a parlare con una sola persona alla volta, ma che al contrario ha bisogno di confidarsi con tanti amici/cugini/zii perché da ognuno di questi trae qualcosa di diverso e ugualmente importante.

7. Te stessa. E il tuo diario. Perché non c’è persona al mondo con cui stai meglio, né nessuno a cui vuoi confidare certe cose o con cui farti vedere a leccarti le ferite. Scrivere poi è la dimensione che “ti salva”, che ti scarica e che ti fa sentire decisamente bene.