Il trauma non è colpa tua, ma riprendersi è una tua responsabilità.

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© God & man

Quello che ti è successo non è stato per colpa tua. Non era qualcosa che chiedevi, non era qualcosa che meritavi. Quello che ti è successo non è giusto. Sei stato semplicemente un danno collaterale della guerra di qualcun altro, un innocente che è stato distrutto. Siamo tutti traumatizzati dalla vita, alcuni di noi da illeciti, altri da dolore non elaborato ed emozioni nascoste. Indipendentemente dalla fonte, ci viene consegnato un gioco di carte e, a volte, non sono una mano vincente.

Tuttavia, ciò che non possiamo dimenticare è che anche quando non siamo in colpa, il riprendersi sarà sempre su di noi, e invece di essere gravati da questo, possiamo effettivamente imparare a vederlo come un dono raro. La guarigione è nostra responsabilità perché se non lo è, una circostanza ingiusta diventa una vita non vissuta. La guarigione è la nostra responsabilità perché il dolore non elaborato viene trasmesso a chiunque ci circonda e non permetteremo che quello che ci hanno fatto di diventare sia ciò che trasmetteremo agli altri.

Riprendersi è una nostra responsabilità perchè abbiamo una sola vita, una sola opportunità. Riprendersi è una nostra responsabilità perchè se vogliamo cambiare le nostre vite, non possiamo sederci e aspettare che qualcuno lo faccia, perchè nessuno lo farà. Riprendersi è una nostra responsabilità perchè abbiamo il potere di guarire le nostre ferite anche se in passato avremmo pensato di non esserne in grado. Riprendersi è una nostra responsabilità perché siamo a disagio, e il disagio indica quasi sempre un posto nella vita in cui siamo destinati a riprenderci. Riprenderci è una nostra responsabilità perché ogni persona che ammiri, ha dovuto combattere col peggio, ma ha avuto sempre la meglio. Riprenderci è una nostra responsabilità perché la “guarigione” ci sta trasformando e non siamo più quelli di prima, ma siamo più forti.

Quando guariamo, siamo le persone che abbiamo sempre desiderato essere. Non siamo solo in grado di metabolizzare il dolore, siamo in grado di andare verso il vero cambiamento nelle nostre vite, nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità. Siamo in grado di perseguire i nostri sogni più liberamente. Siamo in grado di gestire tutto, perché siamo autoefficienti e sicuri. Siamo più disposti a osare, rischiare e sognare orizzonti più ampi, quelli che non avremmo mai pensato di raggiungere. Il fatto è che quando qualcun altro fa qualcosa di sbagliato e ci colpisce, spesso ci sediamo in attesa che rimuovano il dolore, come se potessero venire e annullare ciò che è stato fatto.

Non ci rendiamo conto che in quella ferita ci sono le lezioni più importanti della nostra vita, il terreno più fertile su cui possiamo iniziare a costruire tutto ciò che vogliamo veramente. Non siamo fatti per superare incolumi la vita. Non intendiamo arrivare al traguardo senza lasciare segni, puliti e annoiati. La vita ci ferisce tutti in modi diversi, ma è il modo in cui rispondiamo che determina se un trauma diventa una tragedia o l’inizio della storia di una vittima che è diventata l’eroe.