Niente sembra “giusto” all’inizio, quindi smetti di pensare che la felicità sia istantanea.

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© Allef Vinicius

Niente sembra “giusto” all’inizio, quindi smetti di pensare che la felicità sia istantanea.

Il più grande mito sulla felicità è che non è qualcosa che ottieni al di fuori di te stesso ma è l’idea che sia qualcosa che puoi provare in un istante, una carica elettrica che ti colpisce d’improvviso e ti attraversa come un tonico curativo.
Non è così che la felicità funziona, perché il tuo cervello e il tuo corpo rispondono all’istante solo alla paura.
Ciò che desideriamo è ciò per cui siamo condizionati. Ciò che crediamo ci renderà felici sono le idee che abbiamo formulato e che combinano ciò che ci ha fatto sentire bene in passato. È qui che raccogliamo le immagini di ciò che ci renderebbe felici, e i “se solo”. Se solo fossimo in condizioni migliori, avessimo vestiti più belli, fatto più soldi …

Naturalmente, una volta che avremo tutte queste cose i nostri occhi vorranno posarsi sul prossimo “oggetto”.
Questo perché quelle cose in realtà non ci fanno sentire bene. Quelle cose sono illusioni, trucchi che usa la mente perché siamo dipendenti dall’idea che la felicità sia qualcosa che accade immediatamente.
La felicità è in realtà qualcosa che si sviluppa nel tempo, di solito con azioni ripetute che sono spesso difficili e scomode all’inizio.
Ma la colpa non è proprio nostra se la pensiamo in questa maniera.

Ci viene detto, ancora e ancora, che il liceo o l’università o la gioventù sono gli “anni più belli della nostra vita”, e tutto il resto è una discesa. Che la fase della “luna di miele” di una relazione sia proprio il momento più bello, che quella lussuria sia il picco. Che il lavoro che dovremmo fare ci ispirerà giorno dopo giorno, che “non lavoreremo mai un giorno della nostra vita” se ameremo quello che faremo.

Certo, forse è vero per alcune persone. Ma tu non vuoi che il liceo sia il miglior anno della tua vita. Non vuoi che l’inizio di una relazione sia la parte migliore. Non vuoi fare qualcosa che ti faccia sentire bene all’istante e sempre, perché spesso sono le stesse cose esatte che ti rovinano nel tempo.

C’è una ragione per cui gli adolescenti sono, statisticamente, la fascia di età più depressa, e che gli anziani, nonostante le supposizioni, spesso non lo siano. C’è una ragione per cui dicono che dovresti avere un lavoro almeno un anno o due prima di decidere se vuoi o meno rimanere. C’è una ragione per cui il primo anno di matrimonio è il più difficile. C’è una ragione per cui tutti dicono “il meglio deve ancora arrivare”.

E il motivo è perché quasi nulla sembra “giusto” all’inizio.
Non credere ai film. (In genere, i ragazzi di solito sono interpretati da ventenni e trentenni). Essere giovani – specialmente in quei primi due decenni – è il momento più difficile della tua vita. Niente è certo. Non conosci i pezzi più grandi del puzzle della tua esistenza. Non sei sicuro di come passerai le tue giornate, dove vivrai, se lo farai o meno, con chi trascorrerai il tuo tempo.

Non sai come fare funzionare ancora una relazione. Non sai come scendere a compromessi, avere compassione e perdonare. Non hai ancora lavorato abbastanza a lungo per capire la vera pace che deriva dal fare qualcosa che stai iniziando a padroneggiare, qualcosa su cui hai lavorato per giorni, settimane e anni. Non sai ancora come creare una buona giornata.

Non hai ancora piena autonomia, non hai ancora un sistema di credenze pienamente sviluppato, perché probabilmente non è stato sfidato. Non hai ancora una prospettiva, perché non hai visto molto del mondo o della vita. Non hai ancora la libertà, perché sei ancora parzialmente, se non totalmente dipendente dagli altri, per stabilizzare almeno un punto della tua vita.

Ciò che tutti dimenticano di menzionare è che, in generale, la vita migliora man mano che si invecchia. Non perché le cose diventano più facili, ma perché diventi più forte. Diventi più saggio. Trovi le persone giuste. Accedi al mondo del lavoro. Inizi a ricostruire le tue zone di comfort attorno ai comportamenti che rafforzano il tuo benessere, non a deteriorarlo.

Impari a pagare le bollette, a far terminare una relazione e portarne avanti una, anche quando è difficile. Impari il valore dell’amicizia e vitalità. Capisci come cucinare e inizi ad apprezzare di più le cose, perché vedi quanto siano difficili da ottenere.
Nulla dovrebbe sembrare “giusto” immediatamente. Le anime gemelle non sono persone che incontriamo, sono relazioni che costruiamo. I lavori da sogno non sono qualcosa che riceviamo, sono qualcosa che guadagniamo, che ci sudiamo. La felicità non è qualcosa che
troviamo, è qualcosa che sviluppiamo con le piccole scelte che facciamo ogni ora di ogni giorno, per anni e anni.
Il meglio della tua vita è davanti a te. Non permettere mai a nessuno di dirti altrimenti.