Sindrome del cuore spezzato: stress e dispiaceri fanno male come l’infarto.

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© Naomi August

Si chiama “sindrome del cuore spezzato”, ma non ha niente di romantico. Si tratta di una cardiomiopatia da stress molto seria che colpisce quasi esclusivamente le donne, dal momento che queste ne sono vittime in 9 casi su 10. Sei abituata ad avere molte – troppe – responsabilità sulle spalle? Sei stressata o ansiosa? Allora devi sapere che questa malattia è provocata soprattutto dallo stress e dai dispiaceri: devi assolutamente conoscerla, perché non è affatto innocua e a volte non perdona.

Cos’è la sindrome del cuore spezzato?

È stata descritta per la prima volta in Giappone negli anni ’90 e registrata come “Cardiomiopatia di Tako-tsubo”. Con questo termine si indica una trappola per polpi a forma di palloncino e la ragione è semplice: a causa della malattia il ventricolo sinistro si deforma e diventa molto simile a questo tipo di trappola.

Secondo dati statistici, il 90% delle persone che vengono colpite dalla sindrome del cuore infranto sono donne che hanno sofferto episodi di stress elevato.

Perdere una persona cara, scoprire un tradimento, accumulare grosse dosi di stress ogni giorno: sono solo degli esempi, ma rendono l’idea del “perché” e anche del come si manifesta questa grave patologia.

Cosa provoca?

Emozioni negative come la tristezza, lo stress cronico, la sofferenza possono portare il ventricolo sinistro a deformarsi, provocando una strozzatura delle arterie coronarie. Inoltre la tensione causa cambiamenti nel metabolismo: vengono infatti liberate nel corpo catecolamine che a quantità elevate sono tossiche per il cuore. Non solo: lo stress, l’ansia e situazioni di shock emotivo portano ad un innalzamento improvviso dei livelli di adrenalina.

La percezione è molto simile a quella di un infarto e si manifesta con la sensazione di affogare. I sintomi sono quelli di un’arteria ostruita: l’apice del cuore è come se si bloccasse e non si contraesse più, il sangue fa fatica ad essere espulso dal ventricolo sinistro.

Sindrome del cuore spezzato e infarto

La correlazione tra la cardiomiopatia e infarto è stata messa in evidenza durante uno studio che ha interessato i cardiologi dell’Università Cattolica Policlinico Gemelli di Roma: la sindrome del cuore spezzato uccide come l’infarto. E’ quindi possibile affermare che lo stress, la sofferenza, le emozioni negative e soprattutto i forti dispiaceri possono far male alle persone come un infarto. Un infarto da stress, appunto.

Bisogna dire che la mortalità dovuta a questo tipo di problema è molto più bassa rispetto ai problemi cardiaci “tradizionali”; tuttavia  la sua incidenza si assesta intorno al 5,6 % e conferma il grave pericolo che si corre quando si vivono condizioni di vita stressanti o dolorose.

Il primo studio internazionale su questa problematica è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha coinvolto 26 centri di 9 Paesi tra Europa e Usa e studiato 1750 pazienti con sindrome di Tako tsubo.

Lo studio ha rivelato che la sindrome del cuore spezzato colpisce soprattutto le donne dopo uno stress molto forte di tipo fisico, come un intervento chirurgico, o emotivo, come un lutto; spesso la cardiomiopatia da stress si presenta insieme alla depressione e dopo la menopausa.

Sintomi della sindrome da cuore spezzato

La comparsa dei sintomi è molto rapida, soprattutto se si è vissuto improvvisamente un forte impatto emotivo. I segnali da cuore spezzato sono identici a quelli di un principio di infarto: si inizia a sudare freddo e a sentire dolore al braccio sinistro. Si avverte un forte dolore al petto, come un bruciore che impedisce la normale respirazione.  Spesso si finisce al pronto soccorso con una sensazione di soffocamento e dolore al petto davvero molto simile all’infarto.

Si possono inoltre notare alterazioni dell’elettrocardiogramma, ma a differenza di quanto accade nel caso di attacco di cuore, le coronarie risultano sorprendentemente normali.

Si tratta di sintomi caratteristici di tutte quelle situazioni in cui il cuore reagisce all’eccesso di adrenalina e catecolamine. Nel nostro caso, tuttavia, non ci sono solo sintomi improvvisi; pensiamo a tutte quelle situazioni che si accumulano giorno per giorno e danneggiano il nostro cuore.

Quali sono i segnali che devono farci stare in guardia? Salire le scale con il fiato corto; dolore alla schiena e alla mandibola; tutti segnali che il cuore lavora più di quanto dovrebbe. Anche la stanchezza e il gonfiore alle gambe contribuiscono a completare il quadro clinico.

Rimedi e trattamenti

Nella maggior parte dei casi la sindrome del cuore infranto regredisce senza l’aiuto di farmaci, anche se il rischio che si presenti di nuovo è molto alto. Secondo i ricercatori dello studio, i farmaci beta-bloccati non sono di aiuto per prevenire o risolvere il problema.

Il rischio di mortalità della cardiomiopatia di Tako tsubo è relativamente basso se lo si rapporta a quello dell’infarto; tuttavia si tratta di un problema cardiaco che non deve essere sottovalutato. Staccare la spina di tanto in tanto; evitare un accumulo di tensione; gestire le emozioni negative è quanto di più terapeutico si possa fare per evitare di arrecare danno alla salute del nostro cuore.

Quello che possiamo fare di concreto è imparare a gestire le situazioni emotive intense e lasciare andare lo stress quotidiano che indebolisce l’organismo. Passeggiate, meditazione, training autogeno, insieme ad una buona dose di tempo per sé stesse è l’unica vera terapia di prevenzione veramente efficace.