Spesso è necessario riflettere sul perché siamo allegri, ma sappiamo sempre perché siamo tristi.

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© Paula May

Va bene essere tristi a volte. La Felicità è una scelta. È una scelta anche la tristezza? Chi è che vuole essere triste? La felicità è qualcosa che la maggior parte di noi desidera più di qualsiasi cosa. La felicità è l’emozione positiva e uno stato mentale in cui la maggior parte di noi vuole vivere. La tristezza sembra oscura e triste e qualcosa da cui fuggire. La tristezza, tuttavia, è qualcosa che sperimentiamo in un modo o nell’altro. E forse va bene essere tristi a volte.

Io cerco di essere felice il più possibile. Ho tante cose per cui essere grata e cerco di non perderle di vista. Anche durante le sfide della vita, mi è sempre stato insegnato di cercare la felicità in ogni battaglia in ogni ferita o dolore. E ci provo con tutta me stessa. Ma sono una persona reale e non posso farcela sempre. La tristezza non è il mio sentimento o emozione di prima scelta ma penso anche in molti modi che la tristezza sia una sensazione inevitabile.

Non sono mai stata brava ad esprimere la tristezza. Posso esprimere la felicità, la rabbia, la frustrazione e la passione. Ma la tristezza sembra sempre come una debolezza per me. Sembra sempre come qualcosa di oscuro e pericoloso che se lo incarnassi troppo, non se ne andrebbe più. Comunque, sono stata triste perché la tristezza è una parte della vita. Ma non ho mai saputo bene cosa farci. Molto spesso provo a tenermi impegnata e ignorarla per farla passare. Non vorrei doverci pensare o sentirla crescere dentro di me. Vorrei soltanto che se ne andasse così posso scegliere di nuovo la felicità.

Ma sto iniziando a pensare che la tristezza debba essere avvertita nel modo più autentico . Ovviamente esiste per una ragione. Esiste per mostrare la nostra umanità, la nostra capacità di essere compassionevoli verso gli altri, e verso noi stessi. Mostra che non importa quanto siamo forti, perché alla fine siamo tutti umani, il che significa che la nostra forza è un potere finito. La tristezza è anche un ricordo di quanto abbiamo bisogno degli altri, perché la maggior parte delle volte la nostra tristezza viene l’una dall’altra tanto quanto dall’interno. La tristezza è un grande insegnante in molti modi e forse la lezione più importante che impariamo è quella di essere onesti con noi stessi sui nostri sentimenti.

Odio parlare dei sentimenti. L’unico momento in cui ne parlo è quando scrivo, il che è probabilmente la ragione per cui scrivo così tanto. Parlare dei sentimenti non è mai stata una parte di me, e parlare di tristezza mi fa sentire indifesa. Ma mentre scrivo questo, mi sto rendendo conto che oggi ero triste. Triste per le cose che sento di voler cambiare ma non riesco a trovare il coraggio di fare. Triste perché mi sentivo solo oggi e non in senso positivo. E forse triste perché mi sono dimenticata di ricordare tutte le cose che mi rendono felice.

Non mi piace essere triste e non mi piace parlare dell’essere triste. Ma sto imparando che a volte va bene anche sentirsi tristi. Sto imparando che la tristezza è semplicemente una parte della realtà che deve essere incarnata e sopportata. Sono comunque una persona felice, beh almeno spero di esserlo domani. E spero di accettare quello che posso cambiare e quello che non posso cambiare. E proverò a non dimenticarmi di ricordarmi tutte le cose per cui sono grata; le cose che mi rendono una persona felice. Ma in questo momento, sono triste. E in questo momento, forse va perfettamente bene così.