Starmi accanto è impegnativo, me ne rendo conto.

Starmi accanto è impegnativo, me ne rendo conto.
Ho sempre mille idee per la testa e mille sogni dentro al cuore, un sorriso contagioso ma anche lacrime irrefrenabili. Sono insicura e instabile, perennemente indecisa, eccessivamente sensibile, lunatica e irrequieta. Mi commuovo davanti a un tramonto sul mare, per un film alla tv, per una canzone che mi tocca il cuore, per i primi fiocchi di neve. Do’ molto peso alle parole, mi arrabbio facilmente ma mi basta un abbraccio per perdonare. Non so dire addio, non so separarmi da chi amo, detesto i treni che partono. Vivo sospesa come un’equilibrista sopra le mie paure, volteggiando instabile sulle mie incertezze, tentando di non cadere.

Ho un uragano di emozioni che si agitano nella mia anima, come un vulcano sempre pronto ad esplodere da un momento all’altro. Sono tutto e il contrario di tutto, spesso sprofondo nell’abisso delle mie contraddizioni, come in un labirinto perdo la strada del ritorno. A volte allontano chi mi ama per difendere me stessa, per paura di soffrire nuovamente, mi mostro forte solo per nascondere le crepe della mia anima e le mie fragilità. Ogni mio ultimo tentativo spesso diventa il penultimo, ogni ultima volta è la penultima.

Tendo sempre a restare, resto se amo, resto se ci credo, resto finché il mio cuore resiste. Quando mi rompo ho imparato a non far rumore e a raccogliere i pezzi da sola. Io sono fatta di neve e di mare, di stelle e di tramonti, sono come Alice che insegue il Bianconiglio, vivo sempre costantemente in bilico tra sogno e realtà. Chiara Trabalza